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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL SINOP PIERDANIELE FRISCIRA ANDATA IN ONDA SU CANALE 5 (STRISCIA LA NOTIZIA) IL 30 DICEMBRE 2016

INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL SINOP PIERDANIELE FRISCIRA ANDATA IN ONDA SU RADIO 1 (TRASMISSIONE ZAPPING) IL 30 DICEMBRE 2016

TEMA: ORDINANZE E INCIDENTI DI CAPODANNO.

29/12/2016

ORDINANZA TIPO

Scarica in basso l’ordinanza tipo per i Sindaci (che consente l’uso di articoli leciti e sopprime la vendita abusiva e il mercato illegale di botti)

ordinanza-tipo-sindacato-pirotecnici

27/12/2016

Stampa il seguente avviso e affiggilo nella tua rivendita per una corretta informazione 

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21 Dicembre 2016

LE ORDINANZE ANTI BOTTI DI TUTTA ITALIA SONO NULLE. LO DICE IL MINISTERO DELL’INTERNO

Con Circolare Ministeriale numero 0018798, il Ministero dell’interno chiarisce una volta per tutte che le ordinanze sindacali antibotti non hanno alcun valore giuridico.

È una vittoria schiacciante per la pirotecnica italiana!

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21 Ottobre 2016

Da oggi possiamo dire di aver vinto una lunga battaglia di civiltà…i petardoni sono stati messi al bando grazie al SINOP – Sindacato Nazionale Operatori Pirotecnici. Di seguito la circolare ministeriale (relativa all’attuazione del Decreto 16 Agosto 2016) che detta le nuove disposizioni riguardo detenzione e cessione di articoli F4 professionali, con particolare riferimento alla tipologia “razzi e petardi” (di cui i petardoni fanno parte).

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17 Ottobre 2016

Tra le varie risposte che stiamo ricevendo in questi giorni, in merito alla posizione dei Prefetti riguardo le ordinanze sindacali che hanno messo in ginocchio il nostro settore, vogliamo segnalare quella del Prefetto di Venezia, che chiarisce definitivamente l’illegittimità delle stesse, in quanto l’argomento in questione non rientra nelle competenze dei sindaci.

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13 Ottobre 2016: AGGIORNAMENTO ORDINANZE SINDACALI:

Poche ore fa abbiamo iniziato a ricevere le prime risposte dei Prefetti che si sono già mossi per chiedere all’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani delucidazioni in merito alle problematiche evidenziate dal nostro sindacato a seguito della lettera stilata dall’Ing. Antonio Nanna e inviata  A TUTTI I PREFETTI D’ITALIA per far fronte all’emergenza ordinanze sindacali.

Di seguito la lettera inviata ai Prefetti italiani:

All’Illustrissimo Sig. .Prefetto nella Sua qualità di Autorità di Sorveglianza del Mercato dei prodotti pirotecnici ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 123/2015 e di Autorità di controllo sulle Ordinanze Sindacali contingibili ed urgenti ai sensi dell’art. 54 T.U.E.L.

Oggetto: Ordinanze emesse dai Sindaci ex Art. 54 TUEL in occasione dei festeggiamenti del 31/12/2015 e/o inserimento nei Regolamenti Comunali di divieto permanente di accensione fuochi d’artificio

Ill.mo Sig. Prefetto,

a causa delle Ordinanze emesse da numerosi Sindaci del territorio di Sua competenza lo scorso dicembre 2015 – invocando l’art. 54 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 “Testo Unico Enti Locali” o addirittura l’inserimento all’interno dei Regolamenti Comunali del divieto di utilizzo dei fuochi artificiali su tutto il territorio comunale in maniera permanente, il comparto degli esercizi di minuta vendita, ma anche quello comprendente le attività commerciali al dettaglio che possono detenere e vendere i prodotti esplodenti (ex libera vendita ai sensi del DM 4/4/1973) appartenenti alla V^ categoria Gruppi “D” ed “E” limitatamente ai quantitativi consentiti senza Licenza di PS, ovvero esclusi dall’applicazione dell’art. 47 del TULPS (RD 18 giugno 1931 n. 773), ha subito un pesantissimo calo delle vendite ed ovviamente del fatturato, che come si può facilmente immaginare, rappresenta – nel mese di Dicembre –  oltre il 95% degli introiti derivanti dalla vendita annuale dei fuochi d’artificio legali.

Il nostro Sindacato (SI.N.O.P) è stato costituito proprio per tutelare la categoria dei commercianti di prodotti pirotecnici, siano essi muniti della prescritta Licenza di PS, sia tutti gli altri esercenti, non soggetti all’Art. 47.

Fatta questa doverosa premessa, mi permetto di illustrarle quanto capitato, procedendo dallo scorso mese di dicembre 2015, anche per meglio comprendere la “missione” del Ns. Sindacato, che è stato costituito dal Cav. Pierdaniele Friscira in Taranto e per illustrarle le posizioni e gli interessi – legittimi – che esso intende tutelare, anche  confrontandosi con le altre principali associazioni di categoria: A.N.I.S.P. Associazione Nazionale delle Imprese e degli esecutori di Spettacoli Pirotecnici ed ASS.P.I. Associazione Pirotecnici Italiani) nate negli anni ’80 e a cui sono associate aziende dei fabbricanti ed importatrici di prodotti pirotecnici

Come Sua Eccellenza Sig. Prefetto certamente ricorderà, proprio l’A.N.I.S.P. (attraverso il proprio Studio Legale Avv. Fiorentini di Roma), in data 26/11/2015, aveva inviato al Ministero degli Interni, a quello dello Sviluppo Economico ed a tutte le Prefetture di Italia quali Autorità di Sorveglianza del Mercato dei prodotti pirotecnici ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 123 del 29 luglio 2015 e di controllo sulle Ordinanze Sindacali contingibili ed urgenti ai sensi dell’art. 54 TUEL, una missiva che richiamava l’attenzione sul recente Decreto Legislativo emanato il 29 luglio 2015 n. 123 e sulle varie tipologie di “fuoco d’artificio”, poiché i Sig.ri Sindaci, probabilmente per scarsa conoscenza delle norme vigenti e magari “ancorati” alle definizioni “non più attuali” del TULPS (almeno per quanto concerne la definizione del termine “fuochi d’artificio”), avevano invocato l’applicazione dell’art. 57 del TULPS, anche per accendere in casa propria una candela a scintille – Categoria F1 ovvero V^/E ex libera vendita DM 4/4/1973 – da infilare sul panettone!

Il citato D.Lgs. 123/2015 (che ha abrogato e sostituito il precedente D.Lgs. 58/2010) definisce:

  • articolo pirotecnico”: qualsiasi articolo contenente sostanze esplosive o una miscela esplosiva di sostanze destinate a produrre un effetto calorifico, luminoso, sonoro, gassoso o fumogeno o una combinazione di tali effetti grazie a reazioni esotermiche auto-mantenute.
  • “fuoco d’artificio”: un articolo pirotecnico destinato ai fini di svago.

Come è noto, il TULPS classificava invece col termine “fuochi d’artificio” i prodotti e manufatti esplodenti appartenenti alla IV^ categoria (art. 82 RD 6 maggio 1940 n. 635 “Regolamento di attuazione TULPS”) e con il termine “giocattoli pirici” i prodotti e manufatti appartenenti alla V^ categoria.

E’ evidente che l’applicazione dell’art. 57 del TULPS nel caso dei “fuochi d’artificio” intesi come tali dalla classificazione del TULPS, sia innegabilmente indispensabile, mentre non lo è assolutamente per talune tipologie di fuochi d’artificio così come definite dalle normative più recenti, a partire da quelle definite dal DM 9 agosto 2011 che, adeguando le normative italiane a quelle Europee, ha riconosciuto e classificato i prodotti un tempo “declassificati” da esplosivi, ai sensi dell’abrogato DM 4 aprile 1973, nelle nuove categorie V^/D e V^/E ed a quest’ultima appartengono quei prodotti pirotecnici assolutamente innocui ed inoffensivi ed utilizzabili addirittura  all’interno delle abitazioni.

La nuova normativa ha infatti classificato i “fuochi d’artificio” secondo le seguenti 4 categorie:

  • Categoria F1: fuochi d’artificio che presentano un rischio potenziale estremamente basso e un livello di rumorosità trascurabile e che sono destinati ad essere utilizzati in spazi confinati, compresi i fuochi d’artificio destinati ad essere usati all’interno di edifici d’abitazione;
  • Categoria F2: fuochi d’artificio che presentano un rischio potenziale basso e un basso livello di rumorosità e che sono destinati ad essere utilizzati al di fuori degli edifici in spazi confinati;
  • Categoria F3: fuochi d’artificio che presentano un rischio potenziale medio e che sono destinati ad essere utilizzati al di fuori degli edifici in grandi spazi aperti e il cui livello di rumorosità non è nocivo per la salute umana;
  • Categoria F4: fuochi d’artificio che presentano un rischio potenziale elevato e che sono destinati ad essere utilizzati esclusivamente da persone con conoscenze specialistiche (art. 101 TULPS – abilitazione tecnica), il cui livello di rumorosità non è nocivo per la salute umana.

Il citato DM 9 agosto 2011 per primo ed altri Decreti successivi (DM 3 aprile 2012, DM 4 giugno 2014) hanno poi introdotto una “tabella di equivalenze” al fine di consentire la classificazione secondo il Re-TULPS e pertanto, in funzione della massa attiva o “NEC” dei prodotti pirotecnici, i fuochi d’artificio marcati “CE” (CE Tipo equivalente al riconoscimento ex art. 53 TULPS) si ritrovano classificati (nell’Allegato A del Re-TULPS) in una delle categorie IV o V e per quest’ultima in uno dei Gruppi “C”, “D” od “E”.

La citata missiva dell’ANISP del 26/11/2015, rimasta – ahinoi – praticamente inascoltata, voleva prevenire quanto la Ns. categoria temeva avvenisse: sono state emanate  oltre 1.100 ordinanze sindacali in altrettanti Comuni italiani, invocando l’Art. 54 TUEL e richiamando l’Art. 57 del TULPS per l’accensione di “fuochi d’artificio” e l’applicazione dell’Art. 703 del Codice Penale in caso di inosservanzaMoltissimi Comuni hanno quindi emanato le citate Ordinanze sindacali e addirittura a ridosso del 31 dicembre (il 29, il 30 o addirittura il 31 Dicembre), non concedendo neppure la possibilità di ricorrere agli Organi preposti (TAR) per richiederne l’eventuale annullamento, ove ne fossero ricorsi i presupposti.

E’ evidente che la “contingibilità (eccezionalità ed imprevedibilità) e la urgenzarichiamati dall’art. 54 del TUEL, riferiti ad una usanza consuetudinaria che è nota da molti decenni, svolgersi la notte del 31 dicembre di ogni anno e che ha una durata di uno spettacolo pirotecnico ordinario (30-45 minuti), ci appaiono incongruenti.

La pressoché totalità delle ordinanze sindacali ponevano espresso divieto di utilizzo dei “fuochi d’artificio” senza le prescritte autorizzazioni (art. 57 TULPS), anche per la già richiamata “fontanina a scintille per uso interno” (già declassificata ed ora appartenente alla categoria V^/E, o alla Categoria F1 UE): appare evidente che l’operato dei Sindaci sia assolutamente da rettificare. Situazione ancor peggiore è quella creatasi a seguito all’adozione da parte di alcuni Comuni di provvedimenti permanenti, ovvero l’inserimento all’interno dei propri Regolamenti Comunali del divieto di accensione di fuochi d’artificio su tutto il territori comunale, in palese violazione alle norme comunitarie che il recente D.Lgs. 29 luglio 2015 n. 123 ha recepito.

 

Per quanto concerne l’operato del SI.N.O.P.  a riguardo i cosiddetti “bòtti” di capodanno (da noi ribattezzati “petardoni”), che sono la vera causa che ha scaturito la ostilità di numerose Associazioni Animaliste e di parte della opinione pubblica, Le volevo rappresentare una sintetica ricostruzione di quanto fatto sino ad oggi e informare la S.V. a riguardo degli incontri svolti a Roma negli scorsi mesi di Aprile e Maggio scorsi, sia presso ANCI, che presso l’Ufficio del Ministero degli Interni competente in materia di Armi ed Esplosivi.

In data 28/2/2016 si è svolta a Guidonia la prima assemblea generale del SI.N.O.P e da quella riunione è scaturito un “Protocollo di Intesa” sottoscritto dai numerosi commercianti (muniti di licenza art. 47 TULPS e non) presenti all’evento, per la messa al bando dei cosiddetti “petardoni”, ovvero i veri prodotti che producono rumori assordanti e che oltretutto sono assolutamente pericolosi e – a seconda della quantità di esplosivo contenuto nel singolo petardo (NEC) – possono addirittura divenire “micidiali”.

La posizione del Ns. Sindacato è estremamente chiara: dato che questi “petardoni” sono riconosciuti e classificati in IV^ categoria, ma dal 2011, se la loro massa attiva supera i gr. 5 NEC di miscela contenente perclorato potassio e alluminio (la più diffusa), sono stati riconosciuti e classificati ad uso esclusivamente “professionale” (e nel caso di marcatura “CE” essi appartengono alla categoria F4 UE), essi in realtà continuano a essere prodotti in quantità non certo destinate per gli spettacoli pirotecnici e sono illecitamente impiegati anche da coloro che non hanno le competenze, ovvero l’abilitazione allo sparo ai sensi dell’ art. 101 Re-TULPS.

Ma v’è di più: il petardone pirotecnico, per come è realizzato, non può assolutamente essere impiegato negli spettacoli pirotecnici, dai pirotecnici abilitati, poiché, a causa del ritardo di circa 8 secondi che intercorre tra l’accensione della miccia (tipo color verde usato per l’accensione di tutti i fuochi d’artificio per uso privato, ovvero Categorie F1, F2 ed F3 e che non richiedono conoscenze specialistiche) e lo scoppio: una volta lanciato/i mediante un “razzo” o una “granata pirotecnica” cilindrica (gli unici due possibili tipi di “vettore”) che ne contenesse diversi esemplari al proprio interno, esploderebbe/ro sempre al suolo !

Ecco il vero problema che – a Ns. avviso – ha indotto moltissimi Sindaci, anche a seguito della forte pressione mediatica delle Associazioni “animaliste”, ad emettere le Ordinanze: questi fragorosissimi e pericolosissimi bòtti non rispettano la rumorositàbassa o media” dei prodotti di IV^ o V^ categoria Gruppi C, D ed E, ovvero classificati nelle categorie F1, F2 ed F3 UE destinate ad uso di svago per il pubblico e pertanto creano paura negli animali, ma anche nei bambini e più in generale nella popolazione, specie con il clima teso che viviamo ai giorni nostri a causa dei numerosi atti terroristici !.

E d’altro canto ne è ben noto anche l’illecito impiego contro le Forze dell’Ordine da parte dei “NO-TAV”, degli ”antagonisti-anarchici” e spesso fatti esplodere durante le partite di calcio sempre all’indirizzo delle Forze di PS: capita sovente di udire questi fragorosi scoppi durante una manifestazione non autorizzata (ma anche autorizzata e con presenza di facinorosi che nessuno ha convocato), che incutono indubbiamente terrore, anche alla luce dei continui e nefasti fatti di cronaca, quanto ad atti terroristici.

Da quando fu prodotto il primo piccolo petardo, il “RAUDO” – esso aveva (ed ha tutt’oggi) una NEC di gr. 0,25 di una miscela costituita da perclorato potassio ed alluminio – verso la metà degli anni ’80, si è assistito ad una sorta di “corsa agli armamenti”, passando dal RAUDO allo ZEUS (o Mefisto, o Magnum a seconda della Ditta Produttrice), che aveva ed ha una NEC di gr. 0,5 della citata miscela esplosiva, poi il “SUPERMAGNUM”, che conteneva gr. 5 di massa esplosiva (ad oggi sarebbe un prodotto di IV^ categoria o Categoria F3 UE e sarebbe il prodotto ad effetto di scoppio con il massimo quantitativo ammesso); poi il “Bomber 77” ed i vari “Cobra”, che hanno raggiunto una NEC di gr. 50 ed oltre. Di recente si è aggiunto un petardone dal nome TIGER della massa (NEC) di gr. 100 !

Dal 2011 (DM 9/8/2011) tutti i prodotti ad effetto di scoppio (i bòtti) che, sebbene appartenenti alla IV^ categoria, superano la massa attiva della miscela esplodente a base di perclorato e metallo o NEC di gr. 5, sono stati classificati per uso esclusivo professionale, ovvero equivalenti a quelli “CE Tipo” categoria F4, ma siccome un pirotecnico professionista non si sognerebbe mai di andare a far compere presso una minuta vendita, essi – di fatto – finiscono nelle mani di chi non è dotato di abilitazione professionale. Preme nuovamente sottolineare che questi “petardoni” non possono comunque essere utilizzati negli spettacoli pirotecnici che si svolgono – una volta autorizzati ex Art. 57 TULPS – per festeggiare le sagre paesane e/o le ricorrenze civili o religiose in molte città italiane.

In data 12/04/2016 il Segretario (Cav. Friscira) ed il sottoscritto ed altro Ns. consulente tecnico (Sig. Tasinato ex Ispettore di PS della Questura di Rovigo, in pensione), hanno incontrato a Roma il responsabile del Dipartimento Attività Produttive (Dr. Campioni) di ANCI per porre alla attenzione di tutti i Sindaci la normativa italiana vigente, che ha recepito quella Europea e come essa trovi applicazione, nel rispetto del TULPS, del Re-TULPS e del D.Lgs. 123/2015.

In data 27/04/2016 siamo stati ricevuti dal Prefetto Dr. De Rosa e del Prefetto Dr.ssa Martino (era presente anche il Prefetto Dr. De Falco), presso il Ministro degli Interni Dipartimento Armi ed Esplosivi. Nel corso dell’incontro sono state esposte le problematiche relative alla pubblica sicurezza ed incolumità derivanti dall’uso indiscriminato da parte dei non addetti ai lavori di questi “petardoni”, chiedendone l’esplicita messa al bando, dato che essi sono prodotti – “sotto mentite spoglie” – per uso professionale, ma in realtà finiscono nel commercio illegale, sebbene si tratti di prodotti pirotecnici legalmente riconosciuti  ai sensi dell’Art. 53 TULPS e classificati in IV^ categoria  ai sensi dell’Art. 82 Re-TULPS, oppure siano stati certificati dagli Organismi preposti dalla UE (BAM, ACCREDIA) in Categoria F4 UE.

Finalmente in data 17/05/2016 il Dipartimento Armi ed Esplosivi del Ministero degli Interni (i Prefetti Dr.ssa Paravati e Dr.ssa Martino) ha convocato le principali Associazioni di categoria, ovvero:

  • A.N.I.S.P
  • ASS.P.I.
  • S.I.N.O.P.
  • ASSOARMIERI
  • CONFESERCENTI

con lo scopo di avere dalle varie rappresentanze, un parere a riguardo questi petardoni ad effetto di forte scoppio appartenenti alla IV^ categoria per usi professionali, oppure alla Categoria F4 UE, anche alla luce della circostanza che era stata convocata una riunione della Commissione UE Armi ed Esplosivi a Bruxelles in data 15/06/2016.

All’unanimità le varie Associazioni presenti concordavano nell’ affermare che questi “petardoni” devono essere messi fuori legge, sebbene i regolamenti tecnici ne consentirebbero il riconoscimento e la classificazione (Art. 53 TULPS e Art. 82 Re-TULPS) o la marcatura “CE tipo” nella Categoria F4 UE: si è infatti convenuto, in armonia don i Dirigenti del Dipartimento, che per la loro struttura, essi non sono effettivamente utilizzabili negli spettacoli pirotecnici e per esserlo debbono essere muniti di accensione rapida (da 1 a 3 secondi), che non ne consentirebbe certo l’uso “manuale”, ma solo all’interno di vettori pirotecnici (granate cilindriche o razzi).

Il SI.N.O.P. ha già dato ampia notizia della “battaglia” che sta conducendo, contro questi veri e propri “ordigni” esplosivi, ad alcuni mezzi di informazione locali e nazionali, quali il quotidiano “IL TIRRENO”, il settimanale “OGGI” e sta procedendo anche con altre testate giornalistiche e radiotelevisive.

Lo scopo della presente missiva nasce quindi dall’esigenza di applicare puntualmente la normativa vigente che assegna al Prefetto, quale Autorità di Sorveglianza del Mercato dei prodotti pirotecnici ai sensi dell’Art. 29 del D.Lgs. n.123 del 29 luglio 2015 e di controllo sulle Ordinanze Sindacali contingibili ed urgenti ai sensi dell’Art. 54 TUEL, le competenze specifiche in materia pirotecnica, al fine di tutelare la categoria degli esercenti, siano essi muniti di Licenza di PS ai sensi dell’Art. 47 del TULPS, ma più in generale tutti gli esercizi commerciali che possono detenere e vendere i fuochi d’artificio appartenenti alle categorie V^/D e V^/E, ovvero Categoria F1 UE e Categoria F2 UE (sebbene quest’ultima con limitazione di tipologia e NEC, ossia che non rientri nella V^ categoria Gruppo C, per equivalenza) a coloro che siano in possesso dei requisiti di Legge (14 anni di età per l’acquisto la detenzione e l’uso di prodotti appartenenti alla V^/E o Categoria F1 UE, 18 anni di età per quelli appartenenti alla V^/C-D o Categoria F2 UE e Porto d’arma o Nulla Osta rilasciato dal Questore per i prodotti pirotecnici appartenenti alla IV^ categoria non professionale o Categoria F3 UE).

IL SI.N.O.P ha anche predisposto una “Ordinanza tipo”, che distingue le varie tipologie di fuochi d’artificio, secondo la nuova classificazione UE/TULPS, in modo da chiarire ai Sigg.ri Sindaci, nel caso volessero nuovamente regolamentare ad-hoc l’uso dei fuochi d’artificio sul proprio territorio comunale, quali siano le eventuali categoria di cui si richiede una limitazione all’utilizzo in determinate aree pubbliche cittadine.

Fiduciosi di un intervento da parte di Sua Eccellenza l’Ill.mo Sig. Prefetto, che consenta alla categoria di operare nel pieno rispetto della legalità e alla popolazione di non rinunciare ad una tradizione ultra-decennale, porgiamo i più distinti saluti. 

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SULLA RIVISTA MENSILE “OGGI” USCITA A GIUGNO 2016 POTRETE TROVARE UN INTERESSANTE ARTICOLO SUI PETARDONI E I PERICOLI A LORO ATTRIBUITI, CON INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL SINOP CAV. PIERDANIELE FRISCIRA

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AGGIORNAMENTO Ordinanze Anti Botti

Pubblichiamo integralmente la circolare della Prefettura di Reggio Calabria (21 Marzo 2016) dove si evince chiaramente che le ordinanze CONTINGIBILI E URGENTI hanno validità solo nel caso in cui, dopo essere state redatte, vengano inviate almeno 30 giorni prima alle Prefetture di competenza per essere convalidate da quest’ultime. Diversamente verranno considerate ILLECITE E PRIVE DI VALIDITA’.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA CIRCOLARE

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AGGIORNAMENTO 29/03/2016

Il Presidente Nazionale Cav. Pierdaniele Friscira e il Dirigente Regionale Puglia Michele Murdaca, funzionari del SI.N.O.P (Sindacato Nazionale Operatori Pirotecnici), hanno avuto un incontro presso il Palazzo di Città di Bari con i dirigenti dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Dott. Antonio Decaro (Presidente ANCI e Sindaco di Bari) e Dott. Vincenzo Brandi (Vice Sindaco di Bari e membro della Commissione per le Politiche Abitative e Urbanistica).

L’incontro richiesto dal Sindacato, si è svolto per affrontare senza pregiudizi il problema delle Ordinanze di divieto fuochi d’artificio, emesse a Dicembre dello scorso anno da molte Amministrazioni Comunali associate ANCI e che, a detta degli operatori del settore, hanno causato un danno economico all’intero comparto con vendite inferiori agli anni precedenti del 50%, proprio nei giorni in cui si concentra il lavoro che garantisce il sostentamento di un intero anno a queste imprese.

Con uno spirito di massima collaborazione, si è deciso quindi di predisporre una ordinanza TIPO, migliorativa, che eviti fraintendimenti, malintesi o travisamenti, sia da parte dell’opinione pubblica, che da parte di tutti gli organi di stampa e dei Mass Media.

I dirigenti ANCI si sono assunti l’impegno di sottoporre all’attenzione dei Sindaci Italiani l’ordinanza tipo, in modo che i Sindaci possano meglio specificare quali sono esattamente gli artifici da vietare e quelli da poter utilizzare alla luce delle nuove normative Europee (art.1 del D.lgs. 29 luglio 2015, n. 123 in attuazione della Direttiva 2013/29/UE), questi ultimi provvisti per l’appunto di marchio CE e destinati a fini di svago con elevati standard europei di sicurezza per l’ambiente, per le persone, animali o cose.

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SCARICA E LEGGI 

il “Protocollo di Intesa” firmato dai maggiori esponenti della pirotecnica italiana come risoluzione finale del nostro congresso tenutosi il 28 Febbraio 2016 a Guidonia (ROMA)

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L’Organizzazione Sindacale Autonoma denominata SINOP (Sindacato Nazionale Operatori Pirotecnici), nasce per tutelare i lavoratori del settore pirotecnico (fabbricanti, importatori, rivenditori, operatori all’accensione, etc.) dopo i continui attacchi verificatisi ai danni di una delle più importanti arti tradizionali del nostro paese, sempre di più nel mirino di ingiuste azioni, causate sopratutto dalla gran confusione legislativa vigente e dalla malainformazione dilagante.

A causa di tutto ciò, il nostro mestiere viene ormai visto come un elemento di allarme sociale; basti pensare ad alcune associazioni di consumatori e amministratori pubblici che, senza un minimo di competenza in materia, hanno ormai etichettato questa attività come pericolosa per l’ambiente, le persone e gli animali.

Non dimentichiamo le sempre più frequenti ordinanze da parte dei sindaci di molti comuni italiani, che creano nei cittadini paura e disorientamento, vietando addirittura, nel periodo di Capodannola vendita e l’utilizzo di artifici con marchio CE (allegato 1 del Decreto 4 giugno 2014 (modifiche al D.M. 9/08/2011) ex libera vendita già riconosciuti dalla “Commissione Consultiva Armi ed Esplodenti del Ministero dell’Interno” PRATICAMENTE INOFFENSIVI, senza badare al fatto che numerose aziende italiane impiegano tutte le loro risorse e i loro investimenti alla distribuzione di prodotti che vengono utilizzati esclusivamente per questa festività.

Sempre più operatori del settore o commercianti di giochi pirici vengono tartassati da massicci controlli, sequestri e sanzioni del tutto illecite e mirate ad ostacolare un mestiere come gli altri, fino all’obbiettivo finale di cancellarlo completamente.

Nel periodo di Capodanno sono presenti all’ordine del giorno articoli di giornale e servizi televisivi, che etichettano prodotti innocui (ex declassificati), come potenti bombe mortali e illegali, gettandoli in unico calderone assieme ai cosidetti “botti illegali“, provenienti dal mercato nero, che non ha nulla a che fare con coscienziosi professionisti, che hanno invece sempre combattuto contro questa concorrenza criminosa.